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Otto megapix

Di solito quando sono da solo da qualche parte (coda, ristorante, aspetto, ecc…) mi piace ascoltare e guardare la gente per osservare come si “comporta”.

Mentre ero in attesa del dolce, in un piccolo ristorante di provincia, sento all’improvviso questa frase: “no, perché sai, questo qui ha otto megapix”.
Il tizio neanche sapeva cosa avesse appena detto, ma il suo cellulare nuovo, a quanto pare, ha ben otto megapix!!!

Ora io mi chiedo perché la gente si affanna così tanto a comprare l’ultimo modello di qualsiasi cosa, quando quello vecchio basta ed avanza?

Devi necessariamente avere il cellulare che fa foto “S P E T T A CO L A R I”?
Tanto le rivedrai una sola volta sul cesso e le dimenticherai quando perderai/formatterai/romperai/cambierai il cellulare…

Molte volte “i grandi” mi chiedono consigli su l’acquisto di un nuovo PC;
io semplicemente gli faccio notare che senza “arrovellarsi” il cervello, potrebbero andare in un qualsiasi centro commerciale o negozio di elettronica e comprare uno di quelli meno costosi.
Spesso mi dicono che se spendono poco il computer sarà lento.
Lento per cosa?
Navigare?
Guardare la posta?
Scrivere un documento?
Giocare ai giochini?

Ovviamente non rispondo in questi termini, ma gli faccio capire che i soldi vanno spesi in base alle esigenze.
Se ad esempio il PC deve essere usato dal figlio per giocare il discorso cambia un po’.

Le smart TV da “millemila” pollici.
A cosa ti serve la megaTV di ultima generazione se poi la userai al massimo per vedere i video idioti su youtube?

Spendi “quanto basta”, non intestardirti per avere l’ultimo modello che costa cinque volte tanto e non ti serve a niente.

Io?
Per adesso ho un cellulare, usato, di tre anni fa che va ancora benissimo e non ho intenzione di cambiare, un computer che ho assemblato tre anni fa che va ancora benissimo e non ho intenzione di cambiare.

Pinguini

L’altra sera mentre passeggiavo mischiandomi alla fiumara di giovani in giro il sabato sera, ho notato una cosa: avevano tutti lo stesso giubbotto…

Ma come diavolo è possibile?
Ma è normale che almeno un ragazzo su due avesse questo stramaledettissimo parka?
Possibile che uomini e donne, senza distinzione, avessero lo stesso indumento dello stesso colore?

Purtroppo ho iniziato ad abbassare lo sguardo, ed ho visto che sempre il 50% dei ragazzi aveva il risvoltino ai pantaloni lasciando le caviglie scoperte…
C’ERANO 7 GRADI!!!

Come può essere che questi ragazzi non abbiano un’identità?
Non si rendono conto di vestirsi tutti nello stesso modo?
Possibile che non vogliono differenziarsi dalla massa?
Ma soprattutto, NON SENTONO FREDDO ALLE CAVIGLIE?

Stesso giubbotto, stessi risvolti…
Magari non hanno i soldi per comprarsi da mangiare, ma devono avere quel giubbotto!

Io non ci riesco, li guardavo davvero con disgusto, ma ad un certo punto ho sorriso, pensando che sembravano tanti pinguini, come quelli che si vedono nei documentari: tutti uguali, tutti ammassati…

L’acqua alla gola

Oggi mi è capitato di parlare con una persona sulla sessantina che non conosco.
Si è iniziato con il parlare dell’aereo russo abbattuto in Turchia, ed abbiamo finito discutendo se riusciremmo a sopravvivere senza gas…

Qual’era il succo dell’argomento?
Riuscire ad adattarsi grazie alla nostra “intelligenza”, in periodi di “acqua alla gola”.

La mia generazione ha vissuto senza tutte le comodità che ci sono adesso;
Prima per riscaldarci usavamo il braciere, e campavamo lo stesso.
Ci adatteremo grazie all’intelligenza.

Ho provato a dirgli che le generazioni attuali sono diverse da quelle di un tempo.
Ora non saremmo in grado neanche di tornare a casa a piedi senza un cellulare…

Ho provato a fare l’esempio della sanità, di come fare per sterilizzare gli strumenti e lui mi ha detto che avremmo “riusato” il bollitore, come si faceva prima.

Gli ho detto che secondo me, se dovesse venirsi a creare una situazione di “acqua alla gola” ci sarebbe il caos più totale; non sopravvivrebbe il più intelligente, ma il più forte: economicamente parlando.

Già adesso che siamo in un momento di normalità (ma neanche tanto) la spunta sempre il più ricco…
Conosciamo tutti le differenze tra sanità pubblica e privata.

Una cosa è certa: l’uomo (almeno quello italiano) non è mai riuscito a collaborare efficacemente per il bene comune, figuriamoci quando la situazione degenera.