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I pedoni possono votare

Stavo guidando, più precisamente stavo girando all’interno di una rotonda.
Ad un certo punto vedo un tipo che senza guardare ne a destra ne a sinistra attraversa la rotonda in diagonale, fregandosene altamente delle macchine.

Parlava tranquillamente al cellulare, fumandosi una sigaretta, tatuaggio sul braccio e pancia da bevitore; uno di quei tipi che se provavi a suonare per avvertirlo che era d’intralcio, rischiavi di essere buttato giù dalla macchina e picchiato.

Un articolo pubblicato poche settimane fa sul Washington Post dal giornalista David Harsanyi, descrive come il voto sia uno strumento in mano a tutti, anche gente altamente ignorante.

Quest’articolo nasce “strizzando l’occhio” alle prossime elezioni negli Stati Uniti, dove a concorrere per la poltrona da presidente c’è Donald Trump;
penso sia inutile stare qui a scrivere chi sia e perché venga collegato ai voti della popolazione ignorante.

L’articolo mette in discussione il fatto che ci sia il suffragio universale, e magari per accedere al voto non basti la maggiore età, ma anche un piccolo esame di educazione civica, con delle domande del tipo:

  • Se il presidente e il vice presidente non possono più rimanere in carica, chi diventa presidente?
  • Cita tre dei tredici stati originari degli Stati Uniti.
  • Cita un diritto o una libertà sancita dal Primo Emendamento.
  • Cos’è la libertà di culto?

Cito un pezzo dell’articolo in lingua originale:

When Newsweek asked a thousand voters to take the official citizenship test a few years back, nearly 30 percent couldn’t name the vice president. More than 60 percent did not know the length of U.S. senators’ terms in office. And 43 percent couldn’t say that the first 10 amendments to the Constitution are known as the Bill of Rights.

Only 30 percent knew that the U.S. Constitution is the supreme law of the land.

Qui parla di un indagine condotta dal sito Newsweek qualche anno fa su un campione di circa mille elettori:

  • Circa il 30% non ha saputo dire chi fosse il vicepresidente.
  • Più del 60% quanto durasse la carica da senatore.
  • Il 43% non sapeva dire i primi 10 emendamenti della costituzione chiamati anche “Dichiarazione dei Diritti”.
  • Solo il 30% sapeva che al costituzione degli Stati Uniti era la suprema legge di stato.

Sono sincero, neanche io saprei rispondere correttamente a queste domande (riguardanti lo stato italiano naturalmente).

Questo discorso mi si potrebbe ritorcere contro, perché io stesso, secondo qualcuno più “colto” di me, potrei essere troppo ignorante per esercitare il voto;
ma possibile che il voto di gente come quella descritta in alto, abbia la stessa rilevanza del mio voto?

Devi interdirli con un po’ di gentilezza

Non sono un tipo che ascolta musica, quando viaggio preferisco ascoltare programmi che parlano di attualità; infatti molto spesso sono sintonizzato su Radio 24, ma oggi, per caso, non è stato così.
Andando a lavoro dopo pranzo, per radio è partita una canzone, non sapevo di chi fosse e non ci stavo neanche facendo caso.
Ad un certo punto una frase ha attirato la mia attenzione: “devi interdirli con un po’ di gentilezza”.
L’ho cercata ed ho trovato il brano: una canzone di Marco Mengoni intitolata “Parole in circolo”.
Questo è il “contesto” della frase:

Io l’ho vista sai la vita degli illusi
Con le loro dosi di avidità e superbia
Che per combatterli ti giuro basta poco
Devi interdirli con un po’ di gentilezza

Mi ha colpito subito, perché mi ci ritrovo perfettamente.
Io sono un ragazzo abbastanza pacato e gentile (almeno così credo), infatti è molto raro che mi alteri o mi incazzi.
Per il lavoro che svolgo mi interfaccio con persone di tutti i tipi, che sono tutti clienti dell’azienda per la quale lavoro e non potrei, neanche se volessi, rispondere a tono quando ci vorrebbe…

E’ capitato a volte che qualcuno non fosse contento di come lavoriamo, arrabbiandosi e dicendo che non siamo capaci di fare niente.
Gente di una bassezza che non sto qui neanche a raccontare.

Una delle soluzioni più appaganti che ho trovato è quella di rispondere in maniera “cordiale” e professionale, cercando di essere il più gentile possibile.
La cosa è molto curiosa, perché la persona che ti aggredisce, almeno per quanto mi riguarda, diventa piano piano meno aggressiva, perché forse capisce che è inutile alterarsi e che la persona di fronte non “reagisce” a modo.

Qualcuno può pensare che in questo modo si passa per deboli, gente che si lascia mettere la testa sotto i piedi, ma in realtà lascio semplicemente scivolarmi addosso la rabbia che qualcuno mi scarica addosso.
Come sarebbe la nostra vita se ci alteriamo ogni giorno con chi si altera verso di noi?

Semplicemente cerchiamo di rimanere pacati, per quanto possiamo, senza tornare a casa risentiti per tutto l’odio che il mondo ci butta contro.