Archivio mensile:novembre 2015

I borsoni nello spogliatoio

Tra i miei passatempi c’è la kick boxing, praticata a livello amatoriale e non agonistico.
Vado in palestra per tenermi in forma ed evitare di ingrassare esponenzialmente, dato che sono un “accanito consumatore di cibo”.

Vengo subito al punto: una delle cose che odio di più nella vita è la gente che lascia i propri borsoni sulle panche dello spogliatoio e va a fare esercizio.

Come è possibile che questi “orfani neuronali” (per usare un’espressione di Crozza) non capiscano che così facendo occupano inutilmente mezzo spogliatoio?
Proprio sopra le loro testoline vuote ci sono i ripiani montati proprio per questo scopo: poggiarci i borsoni per non occupare le panche…

Perché le persone sono così menefreghiste?

E’ semplice: arrivi nello spogliatoio, ti cambi, e poggi il borsone dove non da fastidio, per evitare di occupare inutilmente lo spazio che serve a tutti!

Eppure nella palestra che frequento non ci sono tipi “grezzi” o arroganti, non è una di quelle palestre dove puoi trovare di tutto, anzi siamo tutti abbastanza tranquilli.

Magari uno non ci pensa, non lo fa apposta…
E invece no, perché c’è chi appende l’accappatoio, in anticipo, agli attaccapanni delle docce, occupando anche quegli spazi che servono a chi si vorrebbe lavare in quel momento.

Possibile che siamo un popolo senza un minimo di buon senso?

L’acqua alla gola

Oggi mi è capitato di parlare con una persona sulla sessantina che non conosco.
Si è iniziato con il parlare dell’aereo russo abbattuto in Turchia, ed abbiamo finito discutendo se riusciremmo a sopravvivere senza gas…

Qual’era il succo dell’argomento?
Riuscire ad adattarsi grazie alla nostra “intelligenza”, in periodi di “acqua alla gola”.

La mia generazione ha vissuto senza tutte le comodità che ci sono adesso;
Prima per riscaldarci usavamo il braciere, e campavamo lo stesso.
Ci adatteremo grazie all’intelligenza.

Ho provato a dirgli che le generazioni attuali sono diverse da quelle di un tempo.
Ora non saremmo in grado neanche di tornare a casa a piedi senza un cellulare…

Ho provato a fare l’esempio della sanità, di come fare per sterilizzare gli strumenti e lui mi ha detto che avremmo “riusato” il bollitore, come si faceva prima.

Gli ho detto che secondo me, se dovesse venirsi a creare una situazione di “acqua alla gola” ci sarebbe il caos più totale; non sopravvivrebbe il più intelligente, ma il più forte: economicamente parlando.

Già adesso che siamo in un momento di normalità (ma neanche tanto) la spunta sempre il più ricco…
Conosciamo tutti le differenze tra sanità pubblica e privata.

Una cosa è certa: l’uomo (almeno quello italiano) non è mai riuscito a collaborare efficacemente per il bene comune, figuriamoci quando la situazione degenera.

Bisogno di dormire

Una delle mie passioni sono i videogiochi.
Non so quanti di voi abbiano questo stesso interesse o comunque ogni tanto si ritrovino a “perdere tempo” in questo modo.
Il mio problema principale si chiama DOTA, un videogioco per PC abbastanza impegnativo.

Dov’è il problema?
Vado a letto tardi…

Dopo il lavoro vado in palestra o mi trattengo fuori casa per altri impegni, quindi riesco a “svagarmi” al PC solo la sera dalle 22 circa.
Il problema grosso è che non riesco a smettere anche quando arriva mezzanotte, nonostante sappia che la mattina ho grosse difficoltà ad alzarmi e passo il resto della giornata come uno zombie…

Eppure ho quasi 30’anni, dovrebbe essere semplice arrivare a capire che ad un certo punto è ora di spegnere e mettersi sotto le coperte.
Invece NO, vorrei sempre farmi un’ultima partita, con la conseguenza che la maggior parte delle volte vado a letto all’una e mezza circa.

Ogni mattina mi ripeto: “stasera a letto presto, assolutamente, sono stato proprio un coglione a rimanere sveglio fino a quell’ora”.
E puntualmente la sera rimango a giocare fino a tardi…

Il problema è anche quello di non riuscire a prendere sonno subito, dato che mi serve almeno mezz’ora prima di addormentarmi, questo perché il cervello è ancora “eccitato” dal gioco, ed ha bisogno di “rilassarsi” per riuscire a “spegnersi”.

Per voi potrebbe sembrare una stronzata, e giustamente dirmi che sono un “bambino troppo cresciuto”; forse è così, ma per me questo è un vizio.

Posso farvi una domanda?
Voi avete qualche vizio di cui non riuscite a liberarvi?
Fumo, cibo, alcohol, altro?

Prendo in prestito le definizioni di vizio dal vocabolario Treccani:

  • Abitudine profondamente radicata che determina nell’individuo un desiderio quasi morboso di cosa che è o può essere nociva.
  • Abitudine non buona, difetto fastidioso ma non grave.

A quale definizione può essere abbinato il mio vizio?
Io credo la seconda, dato che non lo considero, grave.

Cosa può però comportare a livello fisico?
Stanchezza, rincoglionimento, nervosismo, stress.
Per quanto riguarda la vista, per ora non ho mai avuto alcun tipo di problema, nonostante siano almeno una decina d’anni che vada a letto tardi per colpa dei videogiochi.

Forse cerco solo di convincermi che non è poi così grave…